FAQ sul progetto SUAW2
- Cos’è la Neuroprotesi?
- Si applica sulla pelle?
- Posso riprendere a correre, fare sport?
- Quanto dura?
- Come si impianta?
- Chi segue negli anni il paziente paraplegico impiantato per gli eventuali problemi tecnici?
- Tutti i paraplegici la possono impiantare?
- Può dare complicazioni?
- Quanto costa?
- Chi la impianta?
1) La Neuroprotesi è un sistema che, grazie ad elettrodi intelligenti applicati sul nervo o sulla zona motrice del muscolo, trasmette uno stimolo elettrico che permette di produrre il movimento perduto. Ci sono molte neuroprotesi: la neuroprotesi per il diaframma, in modo da garantire la respirazione, per la vescica, per permetterne lo svuotamento. La Neuroprotesi per lo SUAW 2 è studiata per garantire il movimento delle gambe ed il ripristino del cammino.
2) No. La Neuroprotesi per lo SUAW 2 è impiantata sottocute ed il corpo è libero da strumentazioni ingombranti. Il paziente ha la possibilità di nuotare, di fare la doccia, di usare qualunque tipo di abbigliamento senza impedimenti esterni che siano ingombranti e antiestetici.
3) No. Al momento la Neuroprotesi è in grado di rianimare le gambe per consentire un passo normale, ma sempre in appoggio ai bastoni o ad un deambulatore. Non è da escludere che in futuro non possa consentire prestazioni più impegnative.
4) Teoricamente la sua durata non ha limiti, ma è opportuno prevedere delle difficoltà tecniche nel funzionamento della Neuroprotesi, come accade per qualsiasi strumento elettrico. Fino ad oggi, il primo paziente impiantato continua ad usare la Neuroprotesi senza alcun tipo di complicazioni a quattro anni di distanza dall’impianto.
5) La Neuroprotesi viene impiantata col metodo endoscopico da un team di massimo prestigio internazionale, senza ricorrere all’anestesia generale. Dopo l’impianto si prevedono due settimane di riposo per consentire la perfetta adesione degli elettrodi al tessuto neuromuscolare.
6) In ogni paese europeo esiste un centro specialistico che si assume la responsabilità della preparazione del paziente e dell’impianto e dell’addestramento all’uso della Neuroprotesi impiantata. Tale centro diventa il punto di riferimento del paziente per il futuro.
7) No. Solo i paraplegici che presentano una lesione a livello dorsale, in quanto i muscoli lesionati possono rispondere allo stimolo elettrico trasmesso dalla Neuroprotesi. Se il paraplegico ha muscoli che non rispondono allo stimolo elettrico, è possibile realizzare il cammino solo attraverso una soluzione meccanica come gli Stabilizzatori a Stivale VANNINI-RIZZOLI. Tale soluzione meccanica è stata introdotta nel progetto SUAW 2 proprio per rispondere alle esigenze di paraplegici che hanno muscoli ineccitabili.
8) La Neuroprotesi è composta da elementi perfettamente biocompatibili lungamente sperimentati sugli animali. Le complicanze sono statisticamente comparabili a quelle di tutte le protesi (di spalla, d’anca, ecc.), cioè complicanze infettive. In questo raro caso, la Neuroprotesi viene rimossa ed il paziente, di fatto, ritorna alle condizioni iniziali senza aver subito alcun danno.
9) La Neuroprotesi per il cammino prevista nello SUAW 2 è oggi costosissima (il suo costo totale ammonta a non meno di € 250.000) ;Il giorno in cui la Neuroprotesi concluderà la fase sperimentale potrà essere impiantata con auspicabili sovvenzioni del sistema sanitario nazionale o per diretto acquisto del paziente. La ricerca invece, che e’ effettuata quotidianamente in tutta Europa dai Prof. Del Suaw2 , ha dei costi comprensibilmente alti, ma e’ necessaria per poter sempre ottenere giorno dopo giorno, tecniche di riabilitazione migliori e piu’ efficaci.
10) L’impianto viene eseguito da un team di chirurghi europei (Brindisi, Bruxelles, Clermont-Ferrand, Colonia) sotto la diretta supervisione del Prof. Pierre Rabischong (Responsabile e coordinatore per l’Europa del Progetto SUAW 2), del team dei Bioingegneri della MXM (Costruttori della Neuroprotesi) e della Prof.ssa Antonietta Maria Vannini (Per quanto riguarda gli impianti eseguiti in Italia).